Mi guardo e mi riguardo le foto dei miei viaggi,sono appese al muro. Ho litigato con Konstant e sono finalmente libero. Però mi manca un po', mi proteggeva in un certo qual senso. Ma era diventato troppo assillante. Cara Cloud che ti devo dire? Sei nella mia testa anche stamattina e non riesco a fare niente. In più oggi è sabato e forse ho fatto troppe cose nell'ultimo periodo. Mi manca l'armonia, mi manca la pace. La stavo ritrovando poi ti ho rivista e qualcosa dentro mi si è acceso, ma io ho sofferto tanto e non voglio soffrire più. Cosa devo fare per non soffrire di questo vuoto interiore ? Io che cerco appigli nell'Esistente, negli altri quando sono più disperato e non trovo nessun braccio teso. Io penso di essere stato rovinato da Erika e dal suo arrivismo, dalla sua gelosia forse è dalla sua invidia. Ora che hai ottenuto tutto quello che volevi, cosa da me? Il mio sangue, le mie lacrime. Ti sei già presa tutto. Non avrai anche me. Le foto dei miei viaggi mi ricordano di un me stesso aperto al mondo. Ora cosa ne è rimasto?
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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