Passo troppo tempo in casa, con mio padre che rompe il cazzo. La psichiatra che rompe il cazzo,io che ho sempre fame d'amore. Ma io mi merito una vita così? E perché non riesco a cambiarla? Sono un idiota per come ho speso il mio tempo in questi anni,ma forse era necessario. Sono distrutto anche fisicamente. Mi sento solo come un cane bastonato. Sono l'ultimo degli ultimi. Non conto niente per nessuno ormai. Nemmeno per me stesso. Questa vita non mi piace. Non mi basta quello che ho e sono stanco del tutto già scritto. Già detto. Già vissuto.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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