Ho una profonda disistima di me in questo momento. Tutto mi sembra difficile ostile e contrario. Non riesco ad avere una donna,non mi fido più dell'amore e in fondo tutti pensano che io sia solo un idiota. Forse hanno ragione loro,forse è veramente così. Eppure io non mi sento di valere così poco. Ho fatto tante cose importanti nella vita e non sempre ( anzi quasi mai) mi è stato riconosciuto qualcosa. La vita è difficile a volte. Se ti poni degli obbiettivi forse è più semplice,ma ti espone di più al rischio di delusioni. Serve una fredda e coerente solitudine. Questo è quello che mi serve almeno in merito alle donne. Poi voglio tanti amici, di cui circondarmi e che mi proteggano dalle ingiurie del tempo & della vita. Non voglio più perdere tempo dietro alle donne. È una cosa che non mi è mai piaciuto fare. Forse è il momento dell'impegno letterario, dopo che per anni c'è stato l'impegno sociale e politico. Mi ricordo del mio impegno politico e sociale quando ero giovane. Andavo sempre in manifestazione e c'era sempre Jim con me. Era bello,si cantava,si ballava e per l' appunto si protestava. Non era importante contro chi o cosa,ma si protestava. Jim era sempre in forma in manifestazione e io ero con lui. Ogni tanto c'era anche Baz e il Menez, molto convinto di quello che faceva. Baz disegnava ritratti alle persone, Jim stappava una birra e il Menez protestava vibrantemente. Era quello più contro di tutti. Io & Jim eravamo forse i più disincantati e leggeri in manifestazione. Queste manifestazioni erano spesso oceaniche, radunavano molte persone e si stava bene lì. In genere il concentramento era in porta Venezia e da lì partiva il corteo fino in Duomo. Impegno politico e sociale.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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