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Bobby

 Bobby non era affatto banale . Aveva un suo modo di parlare,di esprimersi che era unico. Era un buon amico, biondo,sui 55 anni e ucraino. Adottato a otto anni da una famiglia italiana. Stavamo qui a parlare,a confrontarci sulle cose, sugli aspetti della vita che ci rendono più affini. Gli uni agli altri. E capiamo quanto la distanza generazionale sia una pia illusione. Ci tenevo a dire a quanto voglio bene a Lo ,il mio ex batterista, che tanto mi critica con tanto di appellativi dispregiativi. Va bè. Lasciamo perdere . In fondo gli voglio bene e qualcosa spero capisca. Avere due figli grandi lo ha sicuramente responsabilizzati. Ma è l'idiota di sempre. Il Lo di sempre,per questo gli voglio bene.Bobby intanto aspettava nell'angolo, che venisse il suo turno. Quando abbandonava la nave, Bobby si sentiva più tremante. Più incerto, più insicuro. Bobby- Lo la stessa persona. Trasformazioni dal nulla. Una chimera sa essere più sincera, di te."A cosa serve questo,a cosa serve tutto, Bobby?""A niente, assolutamente a niente. Bobby era anche la persona che sapeva rendersi particolarmente odiosa, con le sue risatine,le sue risposte un po'sprezzanti dell'interlocutore. Non gli interessava chi avesse davanti,lui usava sempre questo tono quando era un po'fatto e allegro. In giro per strada,vicino al distributore di sigarette,alla ricerca di qualche spicciolo nei baracchini vicino la stazione. Odoranti di tè caldo marocchino,al gelsomino o allo zenzero. Bobby adorava soprattutto lo zenzero perché diceva facesse bene alla pelle. " Sono un fallito Bobby,non sono che un misero scrittore non più artefice della mia vita". Così gli dicevo io. Lui annuiva col capo. E ripeteva" Sei solo un misero scrittore,sei solo un misero scrittore ". E io" Basta,basta: ho capito ". Bobby cercava di trascinare tutti nel suo karma esistenziale negativo : spesso diceva che non aveva più voglia di vivere,e lo diceva di fronte a un bicchiere di rosso al S.Peters bar. Il bar dove andavano tutti gli alcolisti del paese,i vecchi col bastone e i gemelli ai polsini e i poveri Cristi come Bobby. Diceva proprio così:"Io non ho voglia di vivere,di continuare così proprio non ne ho voglia".E poi:"Vivere,uno schifo,solo delusioni,amarezze, bugie". Era un purista nei sentimenti,nelle relazioni e con un etica e una morale ben precisi. Bobby non amava perdere, neppure a Briscola, figuriamoci al gioco degli scacchi di cui era un grande appassionato. Sistemava sulla scacchiera, indipendentemente dal colore,prima i pedoni,poi via via gli altri pezzi. Ora ho un nuovo amico: Bobby che viene a trovarmi tutte le mattine. Bobby era solo,era all'angolo,era triste. La sua tristezza e al tempo stesso scaltrezza nello smarcarsi da essa, facendola provare un po'a te,era sintomo della sua intelligenza. Bobby diceva così:" Stanno lavorando alla tua distruzione,stai attento ai nemici,quelli che sei sicuro di avere e quelli che pensano che nemmeno lontanamente possano esserlo".

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 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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