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Inferi I

 Niente da segnalare. Va tutto bene, tutto stupendamente bene. Ma non posso rivelarvi i dettagli. La dottoressa sono riuscito a farla fuori. Fine del rapporto terapeutico. È tutto perfetto, anche la presenza dei miei. Simone non c'è: ha impegni lavorativi. La mia famiglia sarà tutta per me. Inizio a sentirmi leggermente natalizio. Merito della fine di questo rapporto terapeutico pesante e inutile. La pesantezza c'è l'ho messa io,ma il senso di inutilità del tutto, sono tutti suoi. Non si andava avanti in nessun modo, anzi si stava in una stasi che sapeva di arretramento . Aria nuova quindi. Devo solo iniziare a uscire un po'più di casa. Ma fuori fa freddo, e allora mi riparo nelle mie piccole cose. La dottoressa a pensarci bene mi minacciava col suo modo di fare incalzante e punitivo. Che schifo di civiltà la nostra, basata sul potere, i soldi, il controllo sociale. E chi si ritrova dalla parte sbagliata ci rimette una vita. E quello dalla parte sbagliata sono io. Si sta bene, qui agli Inferi, c'è un bel tepore, dopo due anni strazianti e dolorosi con quella mestierante della psiche. Persona autoritaria, impreparata e prepotente questa era la mia psichiatra. Non certo una bella persona. Una di quelle persone che vuole farti male per poi consolarti. Una di quelle psichiatre che usa tutto il potere che ha per distruggerti come persona. Io l'ho sopportata due o tre anni, non ricordo. Ma oltre questo non posso andare.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...