Se non ci fosse la televisione ad annullare i tuoi pensieri che cosa faresti? Riusciresti a pensare tutto il giorno? Io non credo proprio,per quanto mi riguarda. Sarebbe bello,avere mille pensieri per mille cose e non solo preoccupazioni. I miei soprattutto. Il mio futuro sta passando un po'in secondo piano. Il mio futuro è adesso. Se dovessi trovare una soluzione a tutti i tuoi problemi quale sarebbe? Non esiste una soluzione,ma alcune cose da fare. Le prima: eliminare dalla mia vita la mia psichiatra perché non ha veramente senso vedersi. Lei mi disprezza,io non la stimo. Cosa possiamo fare insieme? Dove vogliamo andare? Non ci sono lidi da attraversare insieme,ma solo scogli,ispidi ,appuntiti e duri. Insormontabili. Sono felice di stare mettendo fine a questa storia perché non ne potevo proprio più di lei come persona. Avevo paura. Avevo paura degli israeliani, dell'esercito di Israele . In Palestina non me la sono vista bene in almeno un paio di occasioni. Lavoravo tantissimo,per non pensare ad esempio a Mascia. Avevo cento donne per non pensare a Mascia. Eppure continuavo a pensarci. E un giorno ricomparve ,nel mio monolocale di via Bessarione ,mangiammo insieme,parlammo un po',poi facemmo l'amore. Scrivere è la mia vita e la mia morte, è quello che non riesco a prendermi dalla vita. È il balzo in avanti che non riesco a fare nella realtà. Mi manca avere una donna,mi manca tantissimo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento