Un fischio,un treno che passa e sferraglia lento all' orizzonte. I tralicci,i cavi e il tramonto rosso fuoco,giallo e ocra intenso che si staglia sul contrasto del cielo. Una compagna di viaggio per un mese, Alessandra: dormire sui treni notturni,nelle stazioni ( io l' ho fatto anche da solo) visitare chiese,templi e moschee. Frequentare bar , caffetterie,sale di lettura,a Praga,a Parigi,a Copenaghen nei quartieri occupati di cui non ricordo quasi nulla se non qualche pattuglia che ululava fuori dal quartiere. Poi tutto tranquillo,gente che cucina,fuma,luci fioche o esterne più intense. Tutti con un terrazzino o un angolo di verde. Mi viene in mente San Giuliano e le sue campagne.Le campagne attorno a San Giuliano non erano male. Attraversate da tralicci,da un cimitero e case che un tempo volevano essere esclusive. Il cieco si maltratta troppo. Non si vuole bene e morirà nelle campagne o nel boschetto di Rogoredo, cercando qualcosa. L'Eterotopia è stata conquistata e colonizzata dal CPS e dei progetti vari e congiunti tra le due strutture. Ma torniamo a Copenaghen,al fatto che io e Alessandra dormivamo in ostello. E chissà che mentre io dormissi,ma va bè,lasciamo perdere. Alessandra era molto bella, molto curvy,col seno fantastico un corpo in generale elegante e reggiseni sempre di pizzo. A Copenaghen faceva freddo anche di giorno e allora noi usavamo delle biciclette che avevamo preso in giro. C'è una foto che Alessandra mi ha scattato in cui sono in sella a una sfolgorante bicicletta rossa. Per il resto non mi ricordo molto, solo l'ostello e le notti confuse di alcool e sesso. Alessandra sembrava perfettamente a suo agio in questa situazione, io forse cominciavo a esserlo un pò meno. Iniziavo a essere geloso di lei è della sua linea tutte curve.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento