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La brezza

 Quante ingiustizie nel mondo,quante guerre. Quanti vivi compiangono i morti che non hanno tempo di seppellire. Io sono chiaramente a favore dei Palestinesi e questo solo per evidenziare il genocidio che si sta compiendo nella Striscia di Gaza. Più di ventimila morti. Il tg dice 21507,ma la stima potrebbe salire. Offerte di lavoro per redattore web, neanche guardate. Sigarette corrette con correttezza,senti,la brezza che sale dal mare Arabo. Appena parlo di queste cose,un brivido mi percorre la schiena o meglio il cuore vaga per un po' nella cassa toracica in cerca di qualche appiglio. Che immagine. 

Quasi quasi mi stendo un po' e mi metto ad ascoltare Shine on you Crazy diamond e mi chiudo dal mondo e ingoio la chiave o meglio la nascondo. Nel fondo del mio cuore certo. In fondo si sono presi tutto di me, è da pazzi ricostruire. Eppure io l' ho fatto, almeno in parte. Ma la vita non è ancora finita e quindi si lotta ognuno a modo proprio. Con i mezzi che si hanno. Siamo tutti in guerra, nonostante i toni tranquillizzanti dei governi. Io mi sento così. Con mio padre. Con i vicini. Con Cloud. È lei che lancia sempre la sfida. Già è più giovane e qualcuno deve pur farlo. Dovrei andare a Cuba o in Giamaica a pensare a una nuova vita. Senza rumori molesti. Io voglio sentire il flusso dei miei pensieri e non essere continuamente interrotto dalla porta che sbatte e sbuffa,le voci sulle scale,quelle dal bar. Io in assoluto silenzio ogni tanto mi muovo e sbuffo pure io, insieme alle altre porte del condominio. Bambini,buste della spesa. Vociare vario.

Una brezza, una brezza marina giunge fino al salotto di casa mia. È il ricordo di tante estati passate al mare in vari luoghi. Un estate passata anche nella calda, di un caldo secco e desertico ,di Gerusalemme. È passato qualche mese. I morti ormai sono più di 40 000.E' una strage senza fine. Una follia in nome di un Dio che non esiste. 

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At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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