L' unico modo che conosco per combattere questo odio che ho dentro è quello di distruggere,attraverso la scrittura. Già le medicine fanno il loro dovere in tal senso,io poi ci metto del mio. La mia è una vita senza amore,poco per me stesso e poco per gli altri. Mi chiedo quanto sia stata la vita a muovermi in tal senso. Non so,in questo giorno di festa mi viene da piangere. Perché non sono io più ormai a condurre i giochi. Qualcuno mi governa come una marionetta e non so chi sia. Non è Dio di certo,non almeno quello in cui credo io. L' unico modo per sopravvivere è esistere in questo momento, nulla di più e nulla di meno di questo. L' unico modo per farcela nella vita è amare. Puoi avere anche tutto quello di cui hai bisogno e anche di più di questo,ma se non sai amare,non puoi stringere nulla tra le tue mani. Esprimere le proprie opinioni, esprimere sé stessi è importante, vitale direi,per una persona come me. In un mondo come viaggia il nostro,le opinioni dei comuni mortali non valgono niente. Contano solo le opinioni delle persone importanti,che non significa essere di spessore o di valore,ma significa avere una posizione sociale ben definita e riconosciuta. Avere una posizione sociale è importante, ascoltare gli altri è importante,ma quello che conta di più è capire se' stessi. Dove si vuole andare e che cosa si vuole fare della propria vita. A me è toccato scrivere. Non l' ho scelto,ma è successo così per caso,ri- incontrando un mio vecchio amico scrittore che da quando mi sono messo a scrivere non è più così mio amico. È la vita,succede,di incontrarsi, scontrarsi e disilludersi per poco.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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