Non posso fare a meno di scrivere e di scriverne. I rapporti umani mi consumano perché tutti pretendono qualcosa da te,e pur sapendo che sei una persona patologicamente malata, nessuno te lo riconosce. O fai l' idiota che mangia,dorme e guarda la TV oppure se ti metti a parlare che so con i tuoi genitori vengono fuori i vecchi rancori,se parli con quelli del CAD vengono fuori le loro inadempienze e la loro stanchezza nei confronti di tutti,se parli con quell' idiota di Sergio l' infermiere viene fuori tutta la sua inadeguatezza rispetto al suo ruolo professionale che non sa svolgere e la sua sudditanza nei confronti della terribile e odiosa psichiatra. La puttana incompetente e che pensa di sapere tutto lei mentre fa solo controllo sociale e controllo sull' uso di sostanze. Mai che mettessero in discussione le loro terapie,che ti buttano giù, almeno nel mio caso,e ti rendono incapace di tutto. Come faccio io a fare una vita,a divertirmi ancora e a non pensare sempre alla fine come qualcosa di imminente con una famiglia al seguito che è un fardello,il mio ( amato nei momenti di debolezza,e odiato nei momenti in cui mi sento più forte) padre che sentenzia sempre su tutto e tutti. È difficile anche andarsi a fare un giro a Milano a guardare le ragazze.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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