È finito un periodo. Un periodo pericoloso. Ne inizia uno nuovo,in cui i vecchi rapporti riprendono vita. Sembra tutto coincidenziale,ma ci sono delle logiche assolute nella vita. Le donne pur di non averti,vogliono vederti morto. Vedi Monica e Anna. Loro si atteggiano a gran donne che hanno superato la cosa,ma in realtà marciscono dentro dalla rabbia e dall' invidia. E si finisce a parlare sempre di donne. Sempre di queste maledette donne di cui non mi interessa più niente. Ricomincia il periodo dei difficili rapporti familiari con un padre e una madre che litigano sempre,un fratello che mi vuole bene sì,ma che vive una vita in cui io c'entro poco. Si avvicinano i 50 anni è quasi tempo di bilanci, sperando che siano provvisori e non definitivi. Sento la morte che mi sfiora. Per di più procurata dai comportamenti altrui, come un dispetto,come uno sgambetto nei confronti della mia vita.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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