Si, Laura. Mi mancano quei tempi assieme. Tu probabilmente ti eri già stancata di me, o forse avevi paura del tipo di vita che facevo. I miei coinvolgimenti in Palestina. Lo so, era forse pericoloso frequentarsi. Ma siamo andati insieme verso lidi di bellezza a me sconosciuti. La mia vita è ora apparentemente finita. La tua è riconinciata in un altro modo. Sento che qualcosa sta cambiando, forse per sempre. Certi anni sono Stati un incubo, senza di te. Un vuoto incolmabile che mi prendeva dritto allo stomaco, come in questo momento, come in tutti i momenti in cui ho pensato a te. Dopo che ci siamo lasciati e dopo che tutta la mia vita in via Bessarione, in quella casa si è spenta, sono andato al mare con i miei genitori. In Calabria, terra aspra e rocciosa, ma dal mare limpido e cristallino. È stato un mese difficile, di sofferenza pura. Di mancanza di te. Io provavo a chiamarti, ma tu non rispondevi. Non volevo più saperne di me.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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