A PERFECT DAY
La giornata perfetta non era inziata bene: postumi da serata con la famosa Rosy, amica di Eleonora. Molto più bella, attraente e intelligente della sua amica che fin qui avevo conosciuto. Stavamo quasi per fare sesso, ma poi tutto è svanito come la mia voglia tra le sue gambe. La solita confusione pomeridiana, gente che va e viene da questa casa. Poi Rosy mi chiama nel cuore della notte, dicendomi che sarebbe passata a trovarmi, sto un pò sveglio, guardo un film in TV per passare il tempo, poi mi addormento. Verso le 5 del mattino mi chiama per dirmi che non sarebbe passata. Ma non era importante ormai, dato che avevo estremamente sonno e mi ero quasi dimenticato di lei, essendo scivolato in un torpore profondo. Al mattino, quando mi sveglio decido che devo fare qualcosa, qualcosa per me. Allora vado al tanto bistrattato CAD a trovare Anna, l'educatrice del centro. Facciamo una bella chiacchierata, di circa un ora e mezzo. Parliamo della mia terapia che va aggiustata, della odiosa psichiatra (per me, ma anche un pò per tutti) e devo dire che Anna sa sempre trovare la parola giusta per me. Non si tratta di essere concilianti, ma è critica e attenta a ciò che le dico. Una bella persona. Poi all'improvviso al CAD compare Alex e ci abbracciamo come per sancire una pace che doveva essere fatta. E siamo contenti di ritrovarci, cosi' da poter programmare e vivere nuove serate assieme. Si inizia a parlare già di capodanno e di cosa fare, ma anche di fare qualche cena fuori e che per i soldi ci saremmo aggiustati in qualche modo. A perfect day. Invece non succede niente, nessuna cena fuori e niente Toscana ancora. E' come svanito nel nulla, è anche vero che io lo ho trascurato un pò. E lui si sarà stancato. Alex ora ha trovato lavoro e fa l'autista. Diciamo che non sta messo così male come si direbbe. A volte fa discorsi un pò sconclusionati, ma in fondo è una brava persona. In Toscana ci siamo divertiti, insieme. E' stata l'ultima vacanza che ho fatto, a Settembre, e non so cosa farò questa estate. Sicuramente delle cose sono cambiate. Il rumeno Konstantin non lo sento più. E non verrà piu'qui.
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