"Si, si lo so che è tutta una questione di soldi." Disse con certo rammarico. Vivere comporta anche questo. Prendersi delle responsabilità, magari non fino in fondo, ma prendersela. Avere un giardino con i bambini che giocano a palla è fantastico. Ironicamente intendo. Comunque ora la casa è più tranquilla. Sto solo e sto bene. Devo solo preoccuparmi di me stesso. E di poco altro. Devo andare ancora più lontano di dove mi sono spinto finora. Non so dove, non so come. So solo chi vorrei incontrare, ma non ve lo dico. Lo dico per gli amici e guastatori all'ascolto.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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