Non c'è molto da dire. I corvi fanno il loro dovere in giardino, The Wall allo stereo. Le due cose contrastano un pò. Io inizio a essere stanco, ma anche un pò felice della situazione che è in ripresa, anche se vita sociale, fuori dalla mia casa, non ne faccio. Ho meno amici tra i piedi, e quindi riesco a scegliere meglio con chi passare il mio tempo. Muto come un glicine in fiore che ti parla solo attraverso il suo colore violaceo. The show must go on, si diceva. Yes Pa, yes Ma. Ci sarò sempre, per voi. Puntami, un riflettore addosso e risplendero' ancora di luce non mia, ma bensì riflessa.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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