Beppe viveva alla giornata distrutto da un amore impossibile con la sua ex. Aveva ricominciato a farsi, stava morendo in un incidente stradale, ma Dio lo ha guardato e ha deciso che non era il momento. Si è dovuto fare due anni di Comunità. Appena uscito dalla comunità ha deciso che il posto migliore dove potesse approdare era casa mia. Beppe lo avevo conosciuto al parco Serenella di San Giuliano, era un amico di Joe Munnezza. Era stato lui a presentarmelo. E infatti erano due cocainomani convinti. Visto un paio di volte in molti anni, non ne era scaturita un amicizia , ma semplicemente una simpatia. L'amicizia è nata tra queste mura, in quasi due mesi che Beppe è stato qui. Sornione e poco convinto all'inizio si è imposto poi sulla scena di casa con i suoi modi allo stesso tempo bruschi e gentili. Gentili perchè in fondo era una brava persona, bruschi perchè doveva reagire a una situazione che lo aveva distrutto psicologicamente e attraverso la cocaina fisicamente. Era già magro quando aveva varcato la soglia di casa, dopo questi due mesi trascorsi assieme era pelle e ossa. Beppe si faceva le pere in bagno anche se aveva promesso che avremmo solo fumato assieme. Ma lui se le faceva lo stesso, a mia insaputa, bucandosi le mani perchè non ci vedeva più bene. Un giorno sentiì un tonfo in bagno e scopriì che era lui che era caduto, dopo un bello svarione dovuto a una pera. Sembrava un atartaruga roveciata, non riusciva più a muoversi, non riusciva più a parlare. Un altro giorno lo trovai agonizzante nel letto, sempre dopo una pera. Era qualcosa di impossibile e ingestibile. Non potevo più tenerlo in casa. Non ce la facevo più, per quanto gli volessi bene a sopportarlo.
La mia psicologa non vuole che scriva. Vuole non so cosa, ma non che io perda tempo a scrivere la vita degli altri o tantomeno la mia. Vi dirò qualcosa sullo scrivere. Eisenhover mi suggeriva di inventare, ma io di Eisenhover non mi sono mai fidato fino in fondo come di nessuno d'altronde qui. Comunque qualcosa lo ho inventato tra le molte cose che ho scritto. Molte cose sono autobiografiche e mi hanno aiutato meglio a capire certe cose in alcuni casi, e a confondermi ulteriormente in certi altri. Non so esattamente cosa provi per Cloud anche se so che mi ha preso in giro. Non so nemmeno quanto sia profondo il mio odio per Burgos perchè so che lui sta dalla parte di Mascia. So che Mascia , almeno in questi giorni, la odio profondamente, perchè mi ha costretto a strisciare nei miei di giorni silenziosamente. Un pubblico ben educato non acetterebbe mai queste cose, queste parole. Eppure è così. Bisogna sopportare tutto e tutti in questa vita per andare avanti, oppure è meglio sedersi guradando ad aspettare? Le energie sono quelle che sono in ogni caso, nel primo latenti, nel secondo caso in atto. Eppure è così che scorre la mia vita, tra mezze intenzioni, e mezze azioni, non c'è niente che sia tondo e pieno, ma è tutto molto circostanziale, legato alle circostanze. Oppure dovrei fare come Cloud che pur di dipingere a oltranza fa quadri di merda ed è veramente poco attenta alla forma oltre che all'Estetica di vita. Sa dipingere e disegnare, ma non sa aspettare il momento giusto per farlo. Questa almeno è la mia opinione. la modalità di vita che mi propone Burgos è quella di un infinita attesa di momenti per levare le tende verso altri lidi. Mascia non ammette mai un suo errore, è presuntuosa, e pur di avere ragione distrugge te e il tuo pensiero, perchè sono scomodi rispetto al suo. Lei non sa guardare fuori, ma sa sologuradarsi un pò dentro e appena vede quacosa, senza conoscerlo, lo prende, lo afferra e te lo mostra come verità assoluta.
Stamattina sono tornato al CAD, dopo tanto tempo che non ci andavo e mi ha fatto piacere. Ho parlato con Anna, l'operatrice e devo dire che è sempre sul pezzo, mi capisce, ci capiamo e chiacchierare con lei è sempre utile e piacevole. Beppe sono riuscito a svegliarlo adesso, dopo vari tentativi si è svegliato e si sta mangiando qualcosa. Spero che se ne vada via il prima possibile. E' un cancro dei giorni e non ha più senso che stia qui. Il bastardo se ne è andato, anche se ha lasciato qui una minacciosa valigia che promette di venirsi a prendere. Vado a pranzo e incontro l'altro bastardo: mio padre che beve, sbuffa, sospira e mi guarda di sbieco. E' una situazione difficile da sostenere. Non se ne puo' piu'. Io non ne posso più. Mia madre non ne puo' piu' , ma lo asseconda. E' uno stillicidio senza fine questa vita. Poi mi vengono in mente le parole di Monica, che non ha mai capito niente della mia famiglia e sta colpevolmente dalla parte di mio padre. "AMMAZZATI, FAI UN FAVORE ALL'UMANITA'". Queste le sue testuali parole. Lo schifo di San Giuliano, lo schifo umano che mi circonda. E' vero ho nostalgia del passato per quelli che eravamo e per quello che avremmo potuto essere. Ma anche i miei erano diversi. Ognuno a suo piacimento si schiera con l'una o con l'altra figura genitoriale. Io sono anni che subisco. Ma adesso basta, non ce la faccio davvero piu'. Ho fumato per anni per non pensarci. Adesso sto meglio sono più forte e non ho più bisogno di droghe per calmarmi. Ho solo bisogno di aria , di libertà, di soddisfazione personale.
L'aria si rischiara, si fa sera. Finalmente regna la pace in questa casa. Non odio nessuno, perchè nessuno in questo momento mi sta addosso con i suoi problemi o i suoi artefatti modi di vivere. Un problema fondamentale dell'esistenza è quello che ci lasciamo alle spalle delle persone che incontriamo. Solo quello. La memoria gioca cattivi scherzi. Non riesco a ricordare alcune delle pagine più belle della mia vita: quando suonavo e facevamo i concerti, non riesco a ricordare niente. Mi viene in mente Barbara, la fidanzata di Burgos che mi urla addosso, quando eravamo in Via Bessarione, ed era venuta a trovarmi che mi dice:" Chi sta meglio di te? CHI STA MEGLIO DI TE?". Solo tu puoi stare meglio di me Barbara, con il tuo egoismo e il tuo narcisimo mal celato. Fai schifo e non per niente sei la donna di Burgos. Fate schifo in due. Si fa sera e dopo tanto tempo mi godo sia la solitudine che la TV spenta sia l'assenza di voci e di urla in questa casa. Mi sento assolutamente integro e perfetto nel mio essere. Ho scrutato esistenze altrui per carpirne i segreti e la morale e trovo che la morale di molte persone sia veramente squallida. Come Cloud che non sa pensare a niente se non alla cura del suo corpo che vende a tutti come un oggetto prezioso.
Perchè odi così tanto? Perchè mi avete fatto del male bastardi, di comune accordo. Ivo, Mascia, Burgos. O sono solo paranoie? Forse , non lo so. La realtà è distorta e nessuno capisce bene l'altro. The Great Gig in the Sky. E tutto sembra piu' semplice, piu' dovuto e armonioso. Meno male che esite la musica nella vita. E' stata lei a salvarmi nei momenti più bui e a fare da cornice in quelli più belli. Quando sono andato al mare con Cloud è stato bello. Abbiamo cenato in un ristorante, finalmente abbiamo dormito assieme e fatto l'amore. Poi al mattino stavo male, non per Cloud, ma per quello che le avevo detto a cena. Lei protesa verso di me e io maldisposto. Cloud è una persona pura nel suo essere. Che poi si conceda spesso, o comunque le piace concedersi è un altra questione.
Beppe è tornato e riandato via. Quello non sta bene, non sta bene affatto. Cocaina a parte, è una persona che soffre le pene dell'Inferno senza saperlo. Ma non mi voglio dilungare su Beppe su cui potrei dire tanto e che forse è meglio che non dica. Un povero Cristo, lasciato dalla tipa per la cocaina, questo è quanto.
E' il 9 Marzo e io mi sono svegliato bene. Non mi ricordo cosa ho sognato, ma era qualcosa di bello. Non c'erano ex fidanzate nel sogno o altre donne (cosa che capita abbastanza spesso nelle mie notti). Preoccupazioni per il futuro un pò stanno svanendo, cerco di vivere il presente al meglio come direbbe la mia nuova psichiatra. Già perchè sono riuscito a farmi cambiare di psichiatra e sto per iniziare, anzi ho appena iniziato un nuovo percorso. Ogni tanto sogno William che nei sogni veste pure i panni della brava persona, dell'amico. In realtà è un viscido bastardo senza storia, aggrappato alle vecchie compagnie ormai distrutte. Dovevi proprio entrare a far parte della mia vita, non ne potevi fare a meno. Dovevi entrarci con la smisurata grazia di un idiota che rompe tutto e ruba persino i sentimenti alle persone. E'ancora notte, sono le 4 00, i Radiohead vanno per i fatti loro. Sto iniziando a dormire meno, a pensare di più. Intanto inizia a piacermi questa casa, senza tutta la gente che è passata di qui, sembra quasi una casa tranquilla, adatta alla scrittura. I miei risvegli sono più dolci: il primo caffè è un piacere insieme alla prima sigaretta, è uno spazio che mi appartiene ormai, è mio, nonostante tutto e tutti. Juner vorrebbe che viaggiassi con lui o che almeno andassi a trovarlo ad Amsterdam. Ormai il mio giro lì risale ad alcuni anni fa. Un grande amico Juner, sempre gentile, sempre disponibile. Quando ero ad Amsterdam da lui stavo bene, andavo nei coffè shop a comprare 2 grammi di erba al giorno e con quella passavo tutta la giornata sul divano a guardare fuori dalle due grandi finestre che davano sulla strada e a fumare. Guardavo la gente passare, scrutavo l'anima dei passanti.
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