Un pò ho voglia, un pò no,di rivedere i miei vecchi amici, sempre presenti nei miei sogni di quasi 50enne , scorribande notturne anni '90, ma molte cose sono cambiate purtroppo e la vita ci ha separati se non per sempre, almeno per un bel pò di tempo. Io non faccio più vita sociale, per diversi motivi, da molti anni. Però poi capito sempre nel locale giusto. Io facevo tutto quello che potevo per te Cloud, ma tu niente. Come se non ci fossi. Come se non facessi nulla per te, e comunque che avessi sempre occhi se non che per te. Ma tu ti vantavi troppo della tua bellezza e cosa ancora più sgradevole era che lo facevi di fronte a me. Beh, hai sbagliato persona, perché io ti ho saputo amare, ma tu non eri mai decisa, mai completamente mia. Non sono mai riuscito a sentirti mia, se non quando siamo andati al mare insieme. Vedete, le mie posizioni sono sempre uguali rispetto ai miei vecchi amici. Gli voglio un grande bene a tutti, ma io ho commesso degli errori, loro degli altri e alla fine non ci si è capiti, non ci si è visti. Ricordo in questo momento, vagamente Burgos che viene con Mascia a vedermi suonare in un box adattato a sala prove dal buon Ricky, che era anche un grande chitarrista e suonava in un altro gruppo. I Kire. Li conoscevo bene tutti. Erano un gruppo veramente diverso dagli altri. Comunque Mascia ogni tanto faceva le foto a noi che suonavano. Io, Debora alla voce, Alessandra al basso, e alla batteria Lorenzo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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