Passa ai contenuti principali

Fender 50

 Ogni volta che scrivo mi sembra di sversare sangue. Sangue nero come l'inchiostro che cola lungo le pareti. Sarebbe bello musicare tutte queste parole, o almeno alcune di esse. Ma ho buttato il mio Fender 50, che aveva ormai vent'anni, ma funzionava ancora. Ricordo dei concerti con i Polly Magoo, delle serate,  delle feste che ne seguivano. Alessandra era bellissima con il suo basso in mano. Le mie donne mi gurdavano mentre suonavo la chitarra & mi aspettavano, appena finito il concerto. Ora mi è rimasta una chitarra elettrica e una classica. Ogni tanto suono la classica. Ascolto gli U2. Faccio colazione e poi eccomi qui. Pronto per voi. Per voi che siete qui. Cambio umore e mood e decido che la musica più appropriata per questa mattina di Stanca Rinascita è Shine On You Crazy Diamond. Mi vengono in mente gli anni dei giochi dal Ciclista. Che brava persona è il Ciclista, dispensatore di consigli e di buon umore. Mi ha aiutato in un certo senso andare da lui, anche se non era sempre leggero con me. Eisenhover è un pò che non lo vedo , ma ho saputo che non sta bene. Non parlerò mai più di lui, per rispetto, anche se qui si scherza e basta, Eisenhover. Il fatto che ti abbia fatto diventare un odioso personaggio in questa commedia, non significa che tu per me lo sia. Comunque. L'odio imperversa ogni tanto tra le pagine più o meno scure dell'esistenza. Sono esaurito, lo ammetto, ma fra poco andrò al mare, con Alex, in Toscana. E lì finalmente potrò rilassarmi e stare bene, lontano da tutto e da tutti. Non che tutti mi diano fastidio,ma da un pò di anni a questa parte, non vedo più nessuno. Sono in un isolamento dorato, e adesso che sbattuto fuori di casa le persone più negative, non resta che riallacciare qualche vecchia amicizia. Però anche qui, molte cose mi hanno dato fastidio. L'assenza e il compatimento della gente, mi hanno dato molto fastidio, i doppi giochi delle donne, mi hanno dato fastidio. C'è il sole, è una bellissima giornata e non intendo farmela rovinare da nessuno. Tanto ho capito che molta gente mi stava dietro solo per i soldi. Finiti quelli, finita l'amicizia. Tutto qui. Poi tutti sono diventati maestri di vita a quanto pare. Da William a Burgos la strada è costellata di gente che ti deve e vuole insegnarti qualcosa della vita. Io so già tutto, non vi prendete il disturbo. Ho vissuto abbastanza e viaggiato abbastanza da capire qual'e' il mio ruolo nel mondo. Si, lo so che ho parlato troppo di Monica, troppo poco di me, e troppo anche di Cloud. Ma così è andata in questi anni e il silenzio è un muto complice di assenso in certi casi. Se la gente non si sa comportare con gli altri non è colpa mia. Forse è colpa mia che incontri solo gente così.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...