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Maggio

 Non sono niente, non siamo niente, siamo solo polvere che attraversa il deserto della vita. Sfuggenti, fuggevoli attimi di piacere in un eterno rincorrersi. Non c'è niente che possa placare il mio animo indomito se riesco a focalizzare le cose giuste da fare e quelle sbagliate da non fare piu'. Bisogna lavorare a un nuovo progetto di vita e scrivere è un pò il mezzo. Caronte è passato a salutarmi e a dirmi che c'è poco tempo, poco tempo per noi che siamo ancora qui su questa terra incolta e arida. E' un sabato mattina di Maggio. Tutto tace, ho già comprato le sigarette e sono indeciso se rassegnarmi o combattere ancora. Ti voglio bene Cloud, davvero, anche se non te lo meriteresti. Però hai degli occhi, un sorriso. Vorrei scrivere con te accanto a me che mi prepari il caffè in mutande, mentre mi rolli una canna. I nostri pomeriggi trascorrevano così. Lo so che non sei una persona forte, neanche io lo sono più da tempo. Siamo cresciuti un pò tutti, chi più, chi meno. Mi viene in mente il deserto del Messico di tanti anni fa. Quando con Burgos si sperimentava e si sognava. Droghe naturali, solo erba e peyote e un aneddoto che avrò raccontato un infinità di volte. La natura che fa sentire la sua voce, tutto che appare più chiaro e nitido, i colori sono più vivi, quasi pastello. Le nuvole cambiano forma. E qualche verità appare tra le nuvole che disegnano geometrie strane. Forme nuove che appaiono ai miei occhi. Sono in questa casa, tra queste sudate mura da mlti anni. I vari Konstantin, Carlos e Antonio, Beppe e Joe non fanno più parte della mia vita. Ho citato questi perchè sono queste le persone che hanno scritto le pagine in chiaroscuro di una vita ai margini. Cosa si prova a stare al centro dell'attenzione? Cosa si prova a stare nel margine centrifugo senza più velocità? Cosa si prova a vedere la vita spaccata in due parti? Cosa si prova a non avere più niente da dire? Niente, solo un vuoto enorme, una felicità strana , solitaria, non condivisa e se ci penso troppo a questa felicità narcisistica quasi mi viene da piangere. Io volevo stare con Cloud, amarla e rispettarla come non avevo mai fatto con nessun altra donna. Da giovani si fanno tanti errori in amore. Ora che ho quasi 50 anni vedo le cose in maniera diversa. Io non ho particolari storie da raccontare e non penso di essere neanche molto interessante ormai come persona, perso dietro il mio malessere e le mie abitudini. Ho vissuto troppo velocemente per alcuni anni e forse è giusto che mi sia fermato. Però la vita sta finendo, gli anni passano veloci e non c'è molto per cui lottare ancora. Potrei tornare a suonare un pò. Sarebbe bello, forse un pò patetico e ritardatario, ma qualche poesia da musicare l'ho scritta. Bisogna trovare chi canti. Potrebbe essere Anna, a cantare, quando eravamo un duo facevamo delle cose molto leggere in acustico e tutto suonava bene. Ma ora siamo lontani, lontani molti anni. E molte esperienze ci dividono, non è che ci sia molto da dire. Trascendendo l'aria.Potrei dire che questa vista mi incanta: quella di Salerno quando scendi giu' dall'Autostrada , prima di entrare nella lunga galleria che attraversa la montagna. Ci sono stato con mio padre, due o tre volte in questi anni ed è sempre stato difficile convivere con lui. Io voglio bene, ma sono in un certo senso, stanco & provato, dalla situazione che c'è in casa. Dove in una casa minuscola stanno due vecchi, con un amore sulle spalle lungo 50 anni, tre figli, due maschi e una femmina. La femmina morta per suicidio. Il piu' vecchio dei due fratelli è impazzito per il suicidio della sorella più un misto di concause.Il più giovane sembra cavarsela bene. Vive la sua vita.

E berremo e berremo finchè riusciremo a stare svegli. Poi la notte, l'oblio, figure tetre e immaginarie dell'immaginario onirico. Danzatrici del ventre in una landa di deserto, aperta ai miei occhi increduli. Le piante in casa, sopra la cucina e le foto ingiallite , i posaceneri lavati e non dico scintillanti, ma almeno puliti. "Tu hai usato me, per compiacere lei. Hai fatto questo giochetto, con me. Un giochetto sporco." Questo potrebbe dirmi, e sarei stupito se non reagisse in qualche modo. Lei ha un corpo elettrico, che assorbe le tue energie e le trasforma in energia nuova.Tu così crudele, hai superato la linea di confine e ti sei spinto troppo in la, cercando qualcosa che non potevi trovare. Appari e scompari come un fantasma , ma il tuo spirito è altrove. Tu dici che in amore non ci sono regole. Ecco perchè sei cosi' crudele. Disperazione, nera disperazione sulle tue labbra perfette.Lei veste il mio amore come una lama perfetta dritta al cuore. E non sai se è paura o desiderio,quello che provi per lei. Entrambi così forti e connessi nonti lasciano altra chance se non quella di decidere qualcosa, qualcosa per te. A continuare a stare con te sarei impazzito e non è un caso che questa cosa sia successa veramente. Ho perso degli anni fantastici dietro a cose apparentemente inutili, ma erano funzionali a ottenere qualcosa, almeno una casa dove vivere. Punto di partenza per qualunque cosa. Per qualunque altro progetto di vita e esistenziale se in casa scegli di passarci parecchio tempo. Rischi di marcire tra quelle mura, amico, cerca di starci il meno possibile. Eppure Konstant ha dipinto le mie mura di azzurro e il suo amico mi ha fatto un pezzo di parete dipinto di nero. Assorbe molte energie e molta luce. A proposito di luce mi viene in mente quando sono stato in Brasile dalla confraternita gesuita,sono stato spesso a S. Paolo e poi sono andato a Rio de Janeiro a trovare un amico trans. Quante risate che ci facevamo. Ma non era quello il punto, il punto era che eravamo proprio felici. Una bella coppia stranamente assortita. Dovrei uscire stasera con Alex, ma non esco glielo ho già detto. Strappa il sipario ed ecco qui uno squarcio di sole, gli attori sono tutti nudi. La carrozza è ferma, i cavalli stanno tranquilli e la principessa bionda aspetta sulla carrozza, la venuta del suo principe. Il principe un giorno bussò alla sua porta.


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