Ogni tanto vado un pò in crisi. Crisi di identità, crisi nervosa, stanchezza, ma non sto ancora crollando state tranquilli. Lo dico per i delatori. Alex è qui e io sono qui con lui. Lui strimpella la chitarra e io qui fuori sul terrazzo a sentire l' odore che la pioggia lascia sul selciato. Il cielo è grigio, fa fresco e stavo pensando al fatto che Alex è proprio una brava persona. Gentile, sensibile e educato. Cucina anche bene. Poi capita che sento Fritz al telefono e il cuore mi si rischiara. L'amico di una vita. Dalle scuole medie ad oggi. I delatori San Donatesi cafoni, ignoranti e prepotenti. Figli di papà del cazzo che non sanno fare niente nella vita.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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