Sono stanco, deluso e affranto e a questo punto non mi interessa più di niente e di nessuno. È comparsa la mia amica giornalista: l' ho vista qui sotto al bar l'altra mattina, ma l'ho vista con la coda dell'occhio. Poi sono andato via. "Si, Monica è veramente una persona di merda, io non so perché esista ancora Dio ci ha fatto un brutto scherzo, un brutto scherzo veramente. E poi c'è quell' altra la pittrice, che ti ha solo usato, e tu come un idiota continui a parlare bene di lei. Lei si prende gioco di te. Ti dà del vecchio idiota e intanto se la fa con tutti".
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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