Devo fare qualcosa. Devo sempre fare qualcosa per affermare la mia esistenza. Sempre in movimento cerebrale, dopo anni di stasi. Sento il bisogno di muovermi, di cambiare pelle. Non è troppo tardi, mai, per cambiare. Non è troppo tardi, mai, per avere coraggio. Bisogna costruire un luminoso futuro fatto di scelte e non più di niente. Io non ho amato Laura per ripicca, ma la ho amata perché l'amavo. E voi siete solo dei pessimi giudici delle situazioni altrui. Per questo vi odio a tutti quanti, perché non lo avete capito e avete soffocato la mia vita.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento