In questo giorno tenue di pioggia sto bene. Sto finalmente bene. Dopo un mese di afa e caldo e ventilatore sempre acceso finalmente si respira un pò. Si sente qualche uccello migratore passare in lontananza, Mi vengono in mente i gabbiani di Nizza dove sempre andavo quando Burgos era studente. L'indugiare del tempo in quelle mattine sulla Promenade a prendere il sole era dolce e foriero di speranze per i miei giorni a venire. Le sedie blu in metallo della Promenade disseminate lungo tutto il lungomare, che si estendeva dal porto fino alla città vecchia.Città vecchia in cui a noipiaceva vagabondare tra piccoli bar, pescherie con il loro odore di pesce e il mercato dei fiori che si svolgeva nella piccola piazzetta antistante la cattedrale di Nizza. Ma questi bellissimi ricordi sono ormai sbiaditi dal tempo, dall'incuria della memoria, da come Burgos mi ha maltrattato. Da come il CPS non è stato capace di curarmi. Passi indietro e passi avanti: piccoli passi avantie grandi passi indietro. Ho bisogno di più medicine, devo prendere più medicine e farmi meno canne. Anzi smettere proprio, perchè se fumi quasi tutti i giorni, il giorno che non fumi stai male e tanto. Oltre che per l'astinenza, anche per gli strascichi che le sostanze ti lasciano addosso. La domenica è sempre il giorno più difficile, la domenica è il giorno di Dio. La domenica è un giorno maledetto. Nizza, quando Burgos era ancora un mio amico e non il bastardo che poi sarebbe diventato. Faccio fatica a distinguere i bei ricordi che ho di quegli anni dalla faccia distorta dall'odio di Burgos. Dall'odio per quel mio viaggio in Messico solitario, fatto senza di lui dieci anni dopo il nostro. Fu un bel viaggio, un pò strano essere da soli, senza il faccione di Burgos che sembrava rimproverarti ogni cosa facessi, ogni slancio verso la vita. Lui era ancora giovane e relativamente spensierato e non era ancora quel mattone che poi è diventato nella vita. Perchè di questo si tratta: è diventata una persona pesante giudicante e stupida, come la sua compagna Barbara. Barbara e Mascia erano molto amiche. Le nostre fidanzate dell'epoca. Loro sono rimasti insieme per tutta la vita a quanto sembra, mentre noi ci lasciammo dopo 7 anni insieme. I motivi già li sapete. Quello che mi interessa evidenziare in questo frame è che Burgos adesso è una persona completamente diversa. E' una persona marcia dentro, annichilito dalla sua stessa vita e dalla sua stessa nullità di persona che sa solo odiare, invidiare e distruggere gli altri per dare una dignità a sè stesso. Non sai che pena mi fai, Burgos.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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