Sguardo tagliente, luce incolore, il mio futuro è a Katmandù again. Mi immagino lì adesso. Adesso vorrei essere lì, e allora ci vado col pensiero non potendoci andare più. Il passato è passato, e non torna più. Ma come graffia come incide nella memoria la perdita di quella felicità pura che provavo nello stare lì. E così, molto arrabbiato, per usare un eufemismo arrivai a Gerusalemme. Passando per Milano. Hai ragione Burgos quelli di Cuba erano i tempi migliori, i tempi della giovinezza piena, dello stare al mondo, del viaggiare, del conquistarlo in qualche modo. L'Avana again. Più esay rispetto a Kathmandù. E' sicuramente stato un grande viaggio, nel lontano 2002. Ora che ho 49 anni, mentre prima ne avevo 25, quasi la meta' cosa posso sperare di fare? Io lo so. Raccontare ancora un pò la mia vita e poi non lo so, ma qualcosa dovrò pur fare. Non posso continuare così. Anche se le giornate possono essere convulse di gente, il senso di vuoto rimane. La stasi del tempo, anzi non del tempo, delle azioni.Il tempo scorre, crudele o docile a seconda della situazione.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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