Per sopravvivere al tempo, come facciamo a sopravvivere al Tempo che immortale scorre nelle vene dell'esistenza e nel cuore di ogni scelta. I giorni hanno un battito cadenzato. un cuore li governa io credo che sia così.Tutte le mostre che ho visto: Van Gogh ad Amsterdam, una famosa galleria a Londra di cui non ricordo il nome. E tanti concerti. E' stata bella quella vita, ma non mi manca. Non sono riuscito a riprodurla quando cercavo, invano di sopravanzare il tempo, di ritrovare un momento perso per sempre. E' dura con il tepo, non ti molla , lui scorre. Implacabile. Come un confortante macigno, che se non lo sentissi nella sua regolarità, ti preoccuperesti anche. Prova a immaginare aun Tempo senza tempo. Un Tempo senza tempo è solo storia, passato qualcosa di stratificato e fisso. Un tempo senza attori dello spazio e' difficilmente concepibile. E' difficile immaginare che Frisco me l'avrebbero pubblicato. Visto? Basta pagare e ti pubblicano. Potrei anche autoprodurmi e spemdere un pò di soldi per il cartaceo, ma non penso di aver scritto cose csè importanti. Burgos dice delle cose sagge. Ha ragione. Però è anche vero che bisogna osare, ma su quel osare mi ha visto limiti palpabili. Si è come tirato indietro, sul fatto di passare ulteriore tempo assieme. Mio eterno confidente in fatto di donne, forse troppo a suo avviso, troppo addentro alle cose da scoppiare. E questo a me non è piaciuto. Ci si dide , ci sicincontra, ci si divide ancora e ci si incontra, ma alla fine ci si divide. Ognuno per la sua strada. Senza pensare, senza pensarci troppo. E' difficile rientrare dalla Toscana con Alex. E Thiago, Sono avvenuti dei piccoli movimenti nella mia stupida testa. Fumare una sigaretta in Terrazzo, con il caffè, il sole che ti accarezza con vigore estivo il viso e tu sempre pronto a sbracciarti per un pò di luce in più. Tutto questo cosa significa? Niente assolutamente niente. Ma questo come sta? Un giorno capiremo tutti come sta. Il soggetto i questione potrebbe essere affetto da bipolarismo, piuttosto che da scompensi psicotici. Diciamo che curata la psicosi, non rimane che controllare le oscillazioni del carattere. Io sono una persona profondamente analitica, forse troppo. M scrivere di notte e guardare e capire le cose da nuovi punti di vista mi fa stare meglio. Più in pace con me stesso e con la mia famiglia. A volte vado cosi' veloce che mi dimentico la frase mentre la sto scrivendo. A volte, come adesso, improvviso. Sembra tutto ben costruito, m ain realtà è tutto frutto dell'improvvisazione. Mi devo forse occupare di più del mondo esterno che essere pagato per compiangermi. Eppure ho già avuto una dura lezione dalla vita. Succede a chi troppo osa e non si rende conto di non essere in grado di sostenere lo sforzo. Succede a chi vive ogni giorno come uguale al precedente. Una linea dritta; un binario morto. Mi ha sempre impressionato, fin da bambino il fatto che potesse esistere il concetto di un binario che poi finisce. L'odore delle stazioni è fantastico a volte. Fantasticamente ripugnante. E il binario morto è sempre più isolato rispetto agli altri. Quanti valori devo avere perso per pensare queste cose e non avere niente da fare nel mio cervello. Quante cose passano nella notte. Questo è l'orario migliore. Sono le tre e un quarto di notte e mi viene in mente una mostra vista all'Hangar Bicocca con Cloud, non so di chi fosse, ma c'erano dei pianoforti che suonavano da soli e dei lampadari con luci stranamente psichedeliche.Era tutto molto coordinato, ipnotico e bello esteticamente. Anche se Cloud e ' stata gentile e aperta con me, io lo devo a me stesso il fatto di scrivere di essere qui ancora a questa ora di notte.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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