È difficile essere il migliore. È sempre stato difficile con il peso della mia storia addosso. Eppure c'è l'ho fatta. E ce la stavo facendo. Ma poi l'invidia e la morbosità di Mascia mi si sono appiccicate addosso. Per fortuna è andata a vivere lontano, lontano da me e ora che finalmente ha una sua vita non potrà più interrompere e distruggere la mia come ha sempre fatto,posso pensare di costruire qualcosa che non sia un castello di sabbia in riva al mare. Ho pensato anche al suicidio nei momenti più bui, ma poi sono risalito. Resta solo la memoria di Cloud da annientare e poi il gioco è fatto. Siamo solo numeri Cloud, come lo sono stato io per te così sarai tu per me. Siamo solo numeri in un sistema che ci annusa, ci scansiona e poi spedisce ognuno al proprio posto. I pazzi di qua, i sani di mente di là. Gli affaristi al ristorante, i proletari a contare gli spiccioli nelle tasche per potere fare la spesa. Quanta armonia in un sistema così ingiusto, pensato e strutturato per essere ingiusto con i poveri, i deboli, i malati.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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