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Laura II

 Sotto una coltre di polvere sono sepolti i ricordi di me  e Laura. Consumati dagli anni i ricordi di noi due felii insieme. Siamo stati in Liguria, a Firenze e alle terme, e a casa mia. io raramente a casa sua. Era bello. Stavamo bene insieme. Ci siamo trovati nel momento giusto. Per entrambi, con la giusta attrazione fisica l'uno per l'altra.Alle terme lei era bellissima  in costume due pezzi che ne metteva in risalto le gia' splendide forme. Era un costume verde acqua che comunque risaltava sulla carnagone chiara di Laura. Le notti di sesso me le ricordo molto belle, con la giusta vaga voglia di costruire qualcosa insieme in un prossimo futuro. Ma tre ex si presentarono alla porta. E altre due passavano tra le mie lenzuola ogni tanto. Stavo evidentemente esagerando col sesso e con la stressante vita di educatore in Italia e social worker all'estero.  Troppo casino. Sopratutto la mia doppia vita, benchè fosse ambientata in parte a Milano, in parte a Gerusalemme,tutto tranquillo: doppia vita sentimentale, non vi preoccupate, solo quello. Non si tratta di altro. Ma Laura come è comparsa nella mia vita, così è scomparsa in un attimo. Nonostante la sua volontà di portare avanti il rapporto. Parlava anche coi miei, al telefono e venne qualche volta a trovarci a casa.


Caro, Konstant io adesso scrivo; non suono quasi più, è una forma diversa per un età diversa. Sto cercando di vendere alla mia chitarra, per avere qualche soldo in più. Sono tempi, forse un pò piu' cupi & difficili, ma non meno felici di altri. Laura, anche se sono stato in Brasile, che so forse perchè vivevo in una favelas di San Paolo, per due mesi, in un luogo molto difficile. E' stata una prova difficile da affrontare. E ne sono uscito con un matrimonio, cara Laura, ma non con te. Quando hai avuto un pò di donne, a una certa età, non ti stupisci più di nulla e allo stesso tempo sei pronto a tutto. "MI SPIEGHI CHE CAZZO E' SUCCESSO..." diceva Jim in filandomi la testa nella vasca da bagno, come ogni squallido poliziesco tv suggerisce,ma io non mi ricoravo più niente. Niente. Niente di niente. Troppo ubriaco, probabilmente salvato dagli amici. Max, Jim, il Menez e Baz, una sera confusa d'Estate. Furono loro a riportarmi a casa.

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  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

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 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

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