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Mascia & il Tavolo Blu

 Mascia insisteva dall'altra parte del tavolo. Ti piace scoparti Antonella a casa sua in viale Monza eh? Bastardo, tu sei un bastardo. E Mi lanciava contro le scarpe. Poi cercavo di rabbonirla e in genere c riuscivo, ma non era mai così fino in fondo. Al CAD non ci riesco più ad andare. Forse è un bene. I Rousseau e Jim in particolare mi han fatto da tappo sonoro per molti anni. Andrea non deve emettere suono, questa era la parola d'ordine. Non deve desiderare niente di più di quello che lui ha. Non deve desiderare altro che la situazione attuale.Altro che Antonella. Come erano cambiate le cose. Adesso ve lo spiego. Dopo il TSO in generale si ebbe, una fase di allontanamento da parte degli altri, una fase di rabbia da parte mia, e un ulteriore allontanamento degli altri. Il tavolo della cucina mia e di Mascia era azzurro. Era un tavolo di quelli vecchi, con le gambe e la struttura in metallo.  Ci avevamo fatto l'amore, gli gnocchi, la pizza, la sangria, tagliato il melone, la focaccia, sgusciato le cozze. Era il tavolo della cucina, quello dove sopra facevi le cose. Anche i miei facevano la sangria ai tempi della villa e  dei giorni in cui Mascia frequentava la nostra casa. Io la volevo tutta per me, ma dovevo anche presentarla e farla accettare ai miei genitori.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...