Aveva ragione Monica, la tanto bistrattata Monica, che la vita non è un gioco. Se rinunci a te, permetti agli altri giorno dopo giorno di distruggerti. Soprattutto le persone che ti vogliono male. Non è un gioco, i miei mi hanno tolto la chiave di casa loro. E purtroppo hanno ragione. Ma anche io ho le mie ragioni. Loro che litigano, loro che ti coinvolgono con i loro problemi. Eppure sono loro, i miei genitori. Il mio disturbo è che non voglio più stare qui, in questa città, dove non c'è niente e niente potrà mai attecchire. Lavoro per crearmi un altrove che non sia questo. Ma ci devo lavorare un pò di più. Monica e' la puttana piu' stupida che abbia mai incontrato. Che essere inutile.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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