Non sembrava vero tipo Bjork in qualche scatto fotografico. Monica abbracciata a un orsacchiotto gigante alle colonnee di San Lorenzo, con noi due persi tra le birre e il vino del discount. Non so dove lo trovò Monica, forse in giro abbandonato, anzi sicuramente, ma non ricordo esattamente dove: alla fermata di un autobus, vicino alla spazzatura. Non lo so. Fate voi. Comunque se lo teneva stretto per mano e con l'altra mano stringeva la mia. Qualche tenero bacio prima di venire risucchiati dalla metropolitana in direzione mestamente San Donato. Si torna a casa, boys. Stazione di San Donato. Era triste un pò per tutti e due tornarcene a casa dopo una bella giornata trascorsa all'aperto, in giro per Milano. Così si facevano le solite cose, si cucinava, si faceva l'amore, si mangiava e ci si guardava un film. I primi tempi, quando eravamo felici e sembravamo veramente una coppia.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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