Chissà i deserti cosa devono essere. Distese infinite di sabbia e roccia fin oltre l'orizzonte. In cui ti senti un puntino minuscolo, perso nello spazio desertico. E invochi la tua vita come preziosa e necessaria, sai far cambiare idea a Dio riguardo certe cose. Per esempio Mascia io, le poche volte che ci siamo incontrati da quando ci siamo lasciati, mi sento come nel deserto. Abbandonato a me stesso. Dopo aver consumato qualcosa fatto meglio in ben più felici occasioni. Io me li ricordo i tuoi occhi felici, poi ho visto come sono cambiati. Pieni di odio,distanza e risentimento. Ero giovane davvero. Ho commesso degli errori. Non li commettere più a questo punto. Ma quello che è stato è stato e forse per sempre.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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