C'è un sole vagamente ambrato in questo penultimo giorno di ottobre. Però inizia a fare freddo. Ho innaffiato le piante di recente e il sole di questi giorni le ha nutrite bene. Un barbuto alla tv spara sentenze sulle elezioni, che sono state vinte purtroppo dal centro destra. Va be', lasciamo perdere. Il mio armadio dei vestiti è colmo, ma manca ancora qualcosa. Eleonora non c'è, e io sto bene, nel mio spazio e nel mio mondo. Senza di lei, è meglio, forse. Io sto perseguendo, questa strada. Un sole che ha il colore di un passito di Pantelleria.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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