Chissà come è scomparsa la mia Samick, rosso bordo' : in quale trasloco, in quale passaggio di consegne, in quale furto e occasione è scomparsa. Sicuramente da quando ero tornato dal Nepal la seconda volta, che non l'avevo più vista. Scomparsa. Ho chiesto a mio fratello, mio padre e mia madre e tutti i santi dove potesse essere la mia chitarra, ma nessuno lo sapeva. Mi era rimasto l'amplificatore, un Fender molto caldo e vibrante. Un passato di concerti in giro per locali e centri sociali e piccoli festival locali e poi registrazioni in studio e bighellonaggio musicale a casa. E questa chitarra era troppo grande per me. Era una sportiva un pò retro', che bisognava saper guidare. E io ero ancora un chitarrista alle prime armi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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