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Filippine

 Fa caldo a luglio, fa veramente caldo sempre di più. Non si può fare niente senza sudare. Non a caso ne parlo adesso che siamo a Novembre, belli freschi. Le pareti trasudano calore e sudore. Juner conosce il mio sogno di chiudere in bellezze una vita sostanzialmente di merda. Quindi vuole e ogni anno me lo chiede di venire con lui nelle Filippine. Stavo per andarci ma poi mi sono tirato indietro. Mi manca quello slancio per arrivare a conquistare Evelyn, forse un viaggio potrebbe servire, ma io vedo in me l'ora dell' attesa. Mare cristallino, spiagge incontaminate, l'azzurro del cielo e il blu del mare. Juner ci va ogni anno, verso dicembre e ogni anno mi chiede di andare con lui. E io ogni volta non me la sento, per la lunghezza del viaggio (14 ore di volo con scalo a Bangkok). La cosa più probabile è che rimarrò in questa casa, forse fino alla fine dei miei giorni chi può dirlo. Certo le esperienze all' estero sono state forti, intense e coinvolgenti. Forse troppo. Si sono aperte troppe finestre nella mia vita. Una vita non basterebbe a fare tutto quello che si può fare, ad attraversare luoghi sempre nuovi e portatori di cambiamento. E viversi anche i momenti di stasi e di pace. È tutto perfetto, ma cosa ci sarà dopo? Non so. La crudeltà che il destino può essere, manifestarsi sa sorprenderti. 

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...