Il Matrimandir, io sono spesso lì con il pensiero. C'è chi scriverà romanzi del cazzo e chi rubriche. Io preferisco forse la seconda. Questo scritto parlerà del Matrimandir, stupendo tempio buddista e del suo fascino come struttura e come fascino che sa esercitare sulle persone. Ti lascia qualcosa dentro, un aura di pace, un proposito per il futuro, una condizione di benessere che ti proietta in avanti. E da lì che sono arrivato all'esperienza del Nepal. Il lungo viaggio e il difficile ritorno in Italia. È stato durissimo tornare in Italia. Non mi rassegnavo molto facilmente a questa idea. Il vento del Matrandir mi soffiava ancora dentro. Correva l'anno 2001 e io avevo 26 anni e ancora tutta una vita davanti. Il tempio buddista emanava una luce particolare, scintillante e viva nelle ore più calde del giorno e più ambrata e pacata quando c'era il momento della preghiera collettiva, la sera. C'erano delle gradinate color terra su cui si disponevano le persone. Era tutto molto trascende, calmo, tranquillo. Ispirava pace e serenità. Apertura mentale. Tutto questo in un rito buddista semplice e antico.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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