Mi manca un posto dove posso farmi i fatti miei totalmente. E ora che si è deciso, non si può forse più tornare indietro : questa casa sarà più animata, sperando che non sia un casino da sbrogliare. Vedo calici di vino inebriante, specchi, cocktail che si specchiano nel bar, qualche donna, una bionda in particolare guarda sé stessa intensamente nello specchio, vede la sua immagine e i suoi occhi riflessi. Sorseggia il suo cocktail piano, come chi sta pensando reconditamente a qualcosa.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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