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Vacanze II

 Io ho bisogno di andarmene in vacanza, cos'è questa merda di vita che mi trascino addosso. I miei occhi devono vedere cose nuove. C'è un forte bisogno di cambiamento in me e il bisogno di tagliare i rami secchi ha dato nuova vita all'albero della vita. Vorrei perdermi su un isola Greca, al sole invernale, a mangiare in piccoli ristoranti locali, a godere delle bellezze del paesaggio. Un altra cosa che vorrei fare, quando i miei non ci saranno più è traslocare da qui a Melegnano. Forse puo' assomigliare alle ossa della morte interiore, ma non è così. Ma è più l'isola greca che mi attira che Melegnano. Non sto vedendo, o la sto vedendo poco Eleonora, non sto vedendo il mio amico, quello sfruttatore di Fawara e già sento che mi si liberano delle energie, delle energie preziose. Matteo non conta più nulla,ormai, è stato una semplice comparsa della mia vita. Sì, è vero sono andato a trovarlo a Rio de Janeiro, ma quello che poteva essere l'inizio di tessere nuovi rapporti in realtà si è rivelata niente di più di una visita di cortesia. Poi sono andato dai frati. Sono stato con loro un paio di settimane perso nei barrios di Rio, vagando senza un motivo apparente tra le stradine strette della città. Mi ricordo quando sono andato alle Canarie con la mia famiglia. Avrò avuto 18 anni e c'era anche mio fratello, molto piccolo. Fu stupendo, il mare era bellissimo, le rocce nere vulcaniche, producevano sabbia nera in cui affondare i pieidi nudi, sotto un forte sole di Aprile. La mia vita è come se fosse stata spezzata in due da Mascia, dalla sua arroganza, dalla sua prepotenza e dal pensare che la sua vita debba in qualche modo valere più delle altre, per cui queste non hanno bisogno di attenzione, cura, rispetto. Pero' Mascia aveva un didietro che si faceva perdonare tutto. Era un attrazione molto forte la nostra. Una chimica sessuale che si rafforzava di più a ogni rapporto che avevamo. Purtoppo non ricordo molto di quel periodo. Forse il dolore per la perdita di Mascia era stato troppo forte e aveva cancellato dei ricordi, alcuni bellissimi di noi due assieme. Noi due in India, in Toscana, A Roma, a Varzi, in Salento, alle terme e al mare e nei boschi a passeggiare. io e Mascia ci perdevamo nei boschi di Varzi, in Trebbia d'Estate dove si faceva i bagno e si faceva l'amore. 

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Evelyn III

 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.