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Venezia

 


I tempi con Laura sono stati belli & intensi. Solo un viaggio insieme è mancato. siamo stati al mare, A Firenze in un ristorante e in un albergo. Con la prossima donna dovrei andare in una città come Venezia. Un pò costosa, ma bellissima. Con i suo canali, i suoi vicoli stretti. Ci sono stato da solo. Tanti anni fa, negli anni dei miei vagabondaggi, sono andato lì, di mattina , ho fatto la tessera dei traghetti, ho cenato in un ristorante, ma non potevo permettermi di dormire in albergo, così ho vagato sui traghetti tutta la notte. Ho visto tutto di Venezia, fino alla passarella, in fondo alla citta', dove il canale si allarga, delle star di Venezia, ma solo quella, con un bar, molto chic, dove bere un bicchiere di bianco in calice, alle tre di notte. Questa era la mia vita ai tempi.La nostalgia di & Antonella a volte si sente, odore di Rousseau alle costole ancora in qualche modo. Comunque Venezia è imprescindibile, ci devi andare almeno una vota nella vita, e perderti in qualche calle in gondola se hai i soldi, altrimenti come me traghetti e sbuffo del motore nell'ampio e affollato canale centrale.Io non è che non abbia voglia di fornire informazioni sulla mia attuale condizione, è che fondamentalmente non ne ho, almeno: non ho quelle che volete voi, ma su di me vi posso dire, che sto bene. Io inzio a planare un pò basso all'orizzonte e questo è un bel segno, dopo i voli vorticosi di questi mesi, devo planare un pò. L'orizzonte disegna una bella linea da seguire. Come se la colpa di tutti i mali del mondo fosse loro. ma aveva ragione sugli israeliani.

I miei, sopratutto mio padre, reclamano sempre un qualcosa che non posso dargli, la sicurezza di esserci. Loro ci sono fino a un certo punto per me e io faccio lo stesso con loro, soprattutto in virtù del comportamento passato di mio padre. Dispotico e ossessivo. Così è stato lui in passato, così sono io adesso. Il problema è che lo sono anche con i miei amici, io non dimentico, loro non dimenticano. Colpiti duramente dalla vita, un pò tutti, non sappiamo che farcene delle vostre scuse. Lo sono un pò tutti. E poi tutti sono arrabbiati con me perchè io faccia qualcosa, non che io stia qui a non fare niente. A volte ho più la sensazione che più solo sto, meglio è. Come ai tempi di Storer, le sue terapie erano così vaghe e confusive che stavo più male che bene. Sara che io adoravo come una stella. Sara che non sarà mai mia. Ma non è un problema l'importante è stare bene. Sarà sempre peggio. William sempre addosso. La morte sempre addosso. Burgos sempre assente e alleatosi con la morte viene a cercarmi, questa è la situazione. Fare qualche passeggiata per San Giuliano non aiuta: lo scenario è sempre raccapricciante. "Sbagli a fidarti di tutti" così diceva Jim su consiglio di una nostra amica. E ci riusciva a farci sesso e riusciva anche a mettermele contro. Ma io devo piantarla di sentirmi un perseguitato dalla sfortuna , quando la sfortuna qui ha un nome: William e Jim. Entrambi gelosi di Mascia, entrambi gelosi della mia vita con lei. Brillano le luci liquide della notte e io e Mascia siamo dentro di essa, complici e vivi protagonisti. Io non ho progetti Jim, non puoi essere complice del mio fallimento come dici tu, perchè un vero progetto di vita non c'è. Si vive abbastanza alla giornata e non si hanno più grandi progetti. Vorrei scrivere anche di cose più interessanti di queste, ma in fondo qualcosa di interessante non c'è. Ho intravisto Monique stamattina al bar qui sotto, con i capelli notevolmente ingrigiti. Monique in fondo le voglio bene, vorrei anche chiederle scusa, ma non ci riesco perchè ho paura di una sua reazione. Io non faccio più vita sociale. La gente mi ha escluso da tutto. Neanche alla pizzata con i compagni di classe del liceo mi invitano. Diranno:"Andrea è stato in psichiatria, è meglio che non venga". Già e Andrea è rimasto a casa a contare gli anni che lo separano dalla morte, con i suoi genitori separati in casa. Con un fratello assente. Con una sorella suicida. Con un grande senso di rivalsa addosso, un grande senso di sconfitta dentro. Non c'è più niente da dire, non c'è più niente da fare. Continua la guerra in Libano e in Palestina. Continua la guerra dentro la mia famiglia.

Lena dorme di la' e russa, niente di nuovo sotto il cielo. E' la solita approfittatrice, un altra di questa casa. Se ne frega anche della mia presenza. E' stupida e arrogante. La vita le ha fatto male, lei dice, ma non puo' essere una giustificazione a tutto. A tutto l'odio che sparge intorno a sè. Mi sembrano tutti pazzi qui a San Giuliano. Non c'è nessuno che si salva. A volte mi sento morto, o quantomeno non più vivo, presente.

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