Viaggiare quando si può, vagare in uno stesso posto alla ricerca di qualcosa quando non si può concretamente viaggiare. Sono due strategie diverse di un medesimo approccio. Io ho viaggiato un pò nella vita e potrei farlo ancora, ma forse è il momento di stare, sedersi e raccontare tutto quello che si è fatto con zone di luce e ombre. Quello che più mi faceva imbestialire di Mascia era quando parlavamo dei viaggi intendo quelli lunghi, India, Cuba e così via. Per lei erano semplici fughe, non capiva niente del significato del viaggio, fino a quando non la ho portata in India. Lì qualcosa è cambiato in lei. Ha dovuto attingere al suo spirito dì sopravvivenza e adattamento per fronteggiare le difficoltà del viaggio che io non le avevo nascosto. Fu un viaggio bello, intenso, importante che ci unì molto.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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