Ancora Fawara, le sue solite paranoie, i suoi stupidi giochetti di arroganza. Ma questi non capiscono un cazzo: non sanno con chi hanno a che fare. Fawara, ormai alcoolizzato, spara sentenze e sostiene bugie sul mio conto. Eleonora fa lo stesso. Ma in che stupido paese sono finito, dove i pregiudizi contano piu' delle verita'. Forse ovunque e' cosi'. Sono prigioniero della sua vita, dei suoi ritmi e spero che se ne vada via il prima possibile. E' stata difficile la mia vita, non ho bisogno di altri stress o delusioni.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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