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Compensazioni

 Nella vita spesso, prima che la barca affondi, si agisce per compensazione. Giorni si', giorni no, bisogna pur trovare un equilibrio. Prima che i giorni no, portino la barca ad affondare. Non so spiegare bene quello che voglio dire,ma il senso e' quello di un viaggio, la vita, in cui attraversiamo tempeste e momenti di sereno. Io sono finalmente in un periodo abbastanza sereno. L'unica mia preoccupazione e' liberarmi di Fawara in questo periodo: il mio amato-odiato coinquilino. Se lui sta a casa mia io non posso muovermi, non posso viaggiare e io in questo momento di parziale benessere voglio muovermi. La prima cosa che vorrei fare e' andare al lago a trovare il mio amico Andrea, con cui stiamo riptendendo a sentirci e spero a vederci presto. Andrea e' forse l' amico piu' fidato e disintetessato che ho. Negli anni scorsi, come spesso ho raccontato, sono stato nella sua magnifica casa a Laveno. Tre stanze e una piccola cucina con una finestrella che da' sul ballatoio. Lui dorme nella stanza in fondo alla casa, la stanza piu' grande. Una camera bellissima con un ampio letto matrimoniale, una cassapanca per i vestiti e un grande specchio appeso sopra il letto per ovvi motivi. Andrea compensa sempre i miei momenti di tristezza altalenante, c'e' sempre in ogni momento io lo voglia. Meglio di una donna sicuramente. Che non sai mai se c'e' o meno e se c'e' e' sicuramente per qualche motivo non disintetessato. Non odio le donne, ma sono arrivato a un eta' e ho avuto abbastanza donne per potere dire con certezza questa cosa. Non credo piu'nell' amore ormai credo solo nell' amicizia. 

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Evelyn III

 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.