Oggi il sole sembra non essere sorto. Piove ed e' grigio il cielo. Mi sento bene, molto bene. Sembra che ho trovato una mia direzione nella vita, almeno temporsnea. Rosy e' qui con me e ha lasciato ampie chiazze dei suoi umori nel letto. Evidentemente le e' piaciuta la notte assieme. Rosy non ha neanche trent'anni e io quasi cinquanta, ma l'eta' per queste cose conta fino a un certo punto. Rosy ubriaca alle otto del mattino, canta felice mentre si fa la doccia. Le guardo il culo da dietro il vetro della doccia, proprio un bel culo. Piccolo, tondo e perfetto. Una sinfonia di forme. Finita la doccia, trova ad aspettarla un caffe' caldo ad aspettarla. Lo beve rapidamente e si accende una sigaretta. Ma non e' una buona idea perche' vomita all'istante la cena del cinese di ieri sera. Per fortuna centra la tazza del cesso. Rimane li' con la testa nella tazza per un bel po', poi si sciaqua la bocca, mi sorride felice, ma stanca e mi dice:"Amore, riposiamoci un po', proviano a dormire. " E si accoccola sul mio petto, nudo, lei nuda e stupenda nelle sue forme ancora fresche e giovanili. Non abbiamo programmi, non abbiamo scadenze, perche' il grigio del cielo ci avvolge come una candida coperta.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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