Non so, non mi riguarda e non mi interessa, a questo punto delle cose. Pero' chiudersi un po' per pensare meglio e' sicuramente positivo. Pensare e respirare. Pensare e respirare. L'aria pura, le atmosfere, le sensazioni. Pensare a geometrie di vita, a fatti concatenati. A conseguenze di conseguenze: altro che scremare. Non scegliere, ma vedere tutto. Cercare il senso in ogni cosa, questo e' stato l 'errore. Non tutto, non sempre ha senso. Esistono anche le casualita'. O le causalità. Significano due cose diverse, completamente opposte. Tutto nasce dal caso o esiste una sorta di necessità di eventi? È sempre la solita domanda. È come chiedersi se Dio esiste oppure no. Io ho iniziato a vedere la mia vita come una concatenazione di eventi, a volte mossi da Dio,ma più spesso dagli uomini.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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