La paura del vuoto, del silenzio, fuori e dentro di te. La Tv sempre accesa: i notiziari parlano di guerre. Guerre ovunque. Comunque. Spengo la tv e lascio vagare i miei pensieri. I miei pensieri ovunque. Passando di casa in casa, attraverso viaggi e donne ho costruito la mia vita: ora che sfioro i 50 posso tranquillamente fare il punto della situazione. Delle cose sono andate bene e anche molto. Checche' ne dica Jim, e' stato un amore profondo quello con Mascia, il piu' profondo. Ci amavamo come il mare chiama il sole. Due elementi che si attraggono in maniera imprescindibile. Jim ha sempre sminuito il nostro amore, una volta lasciatisi, forse per aiutarmi a venirne fuori. Comunque fu un grande periodo quello. Il cortiletto della sua casa inondato da un sole caldo e fermo, indulgente allo scazzo pomeridiano e alla complicita' di risate ancora giovanili. La vespa di Jim, un 125, verde e poi ridipinta bianca, o il contrario non mi ricordo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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