Dormono tutti. Tutti dormono, tranne me. Ormai le mie terapie quasi non fanno piu' alcun effetto. Se poi ci aggiungo il fatto che ho smesso di fumare e vado avanti a caffe', la notte sembra diventare infinita. Ma non e' una notte sterile, ma bensi' feconda. Mi vengono in mente tante cose, tante persone che si sono affacciate nella mia vita. Mi viene in mente Cloud che non voleva che intraprendessi la vita dello scrittore. Chissa' perche', mi chiedo. Forse era gelosa del fatto che potessi amare le mie parole piu' dei suoi occhi e dei suoi seni piccoli e in calice. Io non ho voluto che riempisse la mia casa con i suoi quadri, dipinti e disegni, perche' sapevo, anzi intuivo che un giorno mi avrebbe lasciato e non volevo avere ulteriori ricordi di lei. Ho sbagliato petche' alcuni dipinti e alcuni schizzi erano veramente molto belli e significativi della sua persona. Chissa' cosa fa Cloud in questo periodo della sua vita. Avra' un uomo sicuramente, perche' una donna cosi' bella difficilmente rimane sola a lungo. Lei sa farsi amare e sa farsi odiare allo stesso tempo per il solo fatto che tu la desideri cosi' tanto da non saper aspettare. E il desiderio che tu hai di lei appaga le sue insicurezze piu' profonde. Scrivere, Cloud, e'allo stesso tempo un atto di realta' e di umilta' verso il mondo: esporsi con i propri sentimenti non dovrebbe essere un segno di debolezza. Al contrario e' segno di grande forza interiore.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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