Ti ricordi Burgos quando strimpellavamo la chitarra sulla Promenade a Nizza. Col sole alto per poi fare un bagno o col sole basso, dopo esserci fumati una canna parlando o piu' semplicemente guardando il mare. Ti ricordi Barbara e Erika che venivano a fare il bagno con noi? In costume azzurro Barbara e in due pezzi nero Erika. Entrambe avevano scelto il costume in base al colore dei propri occhi. Erika in due pezzi mi mostrava il culo lasciando ciondolare le gambe. E io impazzivo per il suo culo. Anche tu lo guardavi Burgos e anche io ogni tanto lanciavo qualche sguardo a Barbara. Suonavo spesso la chitarra in quel periodo e Erika si sdraiava sempre accanto a me. Ogni tanto Barbara ci raggiungeva.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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