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Colori e Parole

 


 COLORI E PAROLE

C'era una volta una sera d'autunno, quando il cielo si vestiva di sfumature dorate e rossastre, al centro della città,una piccola libreria che sembrava fuori dal tempo, dove si svolgeva un reading di poesia. Il suono delle parole che fluttuavano nell'aria, faceva vibrare le corde del cuore, mentre il pubblico ascoltava in silenzio, rapito. Lei, Cloud era una pittrice, ma quel giorno, pur avendo le mani intrise di colori e tele,si era trovata tra gli spettatori con una piccola agenda in mano. Non si aspettava nulla di particolare, solo una serata per distrarsi. La sua mente, solitamente affollata di immagini e forme, si ritrovava stranamente in silenzio. Ma quando il poeta inizio' a leggere qualcosa dentro di sè, cambio'.

Le parole che uscivano dalla bocca di Andrea, un giovane scrittore con occhi profondi e un sorriso struggente, non erano solo suoni, ma mondi in movimento. Ogni verso sembrava dipingere paesaggi che Cloud aveva visto solo nei suoi sogni più intimi. I suoi occhi si fecero lucidi mentre ascoltava, mentre dentro di sè nasceva un desiderio di catturare quelle sensazioni, di trasformarle in colori e pennellate.

Dopo il reading mentre il pubblico si alzava per qpplaudire, Cloud si avvicinò timidamente ad Andrea. Non riusciva a smettere di pensare a quelle parole, come se ogni fase fosse una chiave per aprire porte, che non sapeva avere dentro di sè. "Le tue poesie...mi hanno toccato, profondamente"disse, la vocetremante, come se temesse di esprimere troppo. Andrea la guardò con curiosità, come se la avesse notata solo ora. Era abituato alle persone che si erano avvicinate per complimentarsi, ma qualcosa in Cloud, gli sembrava diverso. C'era una sincerità nei suoi occhi, una vulnerabilità che lo incuriosiva.

"Grazie"rispose lui. "Mi fa piacere che ti siano piaciute. In realtà, la scrittura è una sorta di riflesso del mondo che vediamo e tu, come pittrice, probabilmente lo capisci meglio di chiunque altro". Cloud sorrise timidamente. "Forse si, mi piacerebbe...vedere come il tuo mondo si mescola al mio". Andrea alzo' un sopracciglio incuriosito. "Cosa intendi dire?" "Beh" continuo' lei"mi piacerebbe provare a tradurre le tue parole in un quadro. Perchè come un opera letteraria, ogni poesia è anche un'immagine, no?". Quella proposta inaspettata lolasciò senza parole. Andrea non aveva mai pensato alla poesia come qualcosa da tradurre in arte visiva, ma l'idea l'affascinava. C'era qualcosa di misterioso e magnetico in Cloud, come se ogni parola che lui avesse scritto avesse bisogno della sua mano per essere completata. " Mi piacerebbe molto" rispose infine Andrea, il sorriso che si allargava sul suo volto. "Quando vuoi."

I giorni successivi furono un flusso continuo di incontri, conversazioni e momenti condivisi. Cloud comincio' a dipingere i suoi quadri ispirandosi alle poesie di Andrea,ma allo stesso tempo, lui iniziò a scrivere con una diversa prospettiva. Le sue parole si facevano più morbide, piu' intime, come se avesse trovato il modo di raccontarew l'amore che cresceva tra loro senza nemmeno rendersene conto. "E' bellissimo"disse Andrea, osservando attentamente il dipinto. "Hai catturato tutto ciò che non riuscivo a dire con le parole." Cloud si avvicino', con gli occhi pieni di emozione. "E tu, con le tue poesie, mi hai fatto vedere il mondo sotto una luce che non conoscevo." Le loro mani si sfiorarono, e in quell'attimo il silenzio che seguì fu più eloquente di qualsiasi parola. Si guardarono negli occhi, come se finalmente avessero capito che, anche se venivano da mondi diversi, la loro arte era la stessa.

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