Sera tranquilla, sera in cui non si pensa a niente di importante. Non è una di quelle sere spensierate di molti e molti anni fa. Non è come una di quelle sere con Mascia, sul terrazzo a cenare a lume di candela. Non è una di quelle sere di chiacchiere sommesse e intime. È una di quelle sere in cui penso alla fine di quella storia e un pò della tua vita. Ti sembra di morire dentro. Ma si guarda avanti. Molti anni sono trascorsi. Ho fatto cose giuste e soprattutto agli inizi molti errori, che poi ho pagato.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento