Amici e nemici trovano spazio in questi miei scritti. Amici che diventano nemici immaginari. O forse reali. Burgos è uno di questi. Ma me lo dovevo aspettare da uno come lui. Un vile traditore. Anche un grande amico e compagno di viaggio e di un pezzo di vita. Lui dice forse dovrei smetterla di scrivere e cercare di uscire di più. Ma nulla mi attrae. Nulla mi interessa di questa città. Mi vengono in mente i weekend a Varzi e sul Trebbia di fine settembre. Mascia mia amica, nemica e mio più grande amore. Era lei che mi completava l'esistenza. Il nostro conoscerci, incontrarci. Un amore all'inizio vero, puro e forte. Nessuno riusciva a separarci, per quanto qualcuno o qualcuna ci provasse sempre.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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