Che cosa mi ha dato questa gente? Che cosa mi ha dato il mondo in cambio dall'amore che ho sempre riversato su di esso? Merda solo merda,e invidie e odio. Nessuno ti guarda realmente in faccia, nessuno capisce nessuno e nessuno ti vuole realmente comprendere. Io vorrei parlare di altre cose,ma questo abito di cinismo me lo avete cucito addosso voi. Mi sento molto stanco e molto amareggiato. Molto deluso dalle persone che hanno attraversato la mia vita facendola a pezzi. Prendendo brandelli di esistenza e dandogli un nome che non era il mio. Dico sempre le stesse cose e forse è meglio che la faccia finita. Perché in tutti questi anni di scrittura non ho realmente detto mai niente di importante e significativo. Nel teatrino dell'effimero di questa esistenza misera e triste, personaggi scomodi e arruffati fanno a gara per guadagnarsi il ruolo di comparse. Non c'è nessuna ambizione in questi essere se non la mera sopravvivenza. Sopravvivere per che cosa? Per morire il più tardi possibile? Tanto lo sai che morirai idiota è inutile che ti affanni a dare un senso alle cose. Uno che è veramente una persona squallida tra tutte quelle che ho incontrato è il Menez. Quando lo conobbi ero ancora puro, ancora credevo in delle cose,avevo dei valori. Valori strappati di dosso come vecchi stracci. Ma l'ira di Dio non sarà nulla in confronto a un odio antico che aspetta solo di vedere sgorgare lacrime e sangue. Non c'è più una dimensione onirica consolatoria di una vita vissuta male per colpe altrui. Una vita onirica fatta di donne immaginarie e reali che hanno preso comodamente tutto quello che gli serviva per stare più comodi nella propria vita sfogliando gli altri, anche delle piccole cose. Dei gesti che ci danno un senso. Quanta viltà, quanto poco amore. Quanta scarsa dedizione non solo alla propria vita,ma anche alla Vita in generale. Quella che Dio chiamava Vita,e che ora non esiste più. Io ora sono l'espressione della ira di Dio. Nessuno può sfuggire alle sue leggi,alla sua volontà. Renditi conto di che cazzo di padre hai avuto e adesso non vedi l'ora di togliertelo dai piedi. E non è giusto che io dica così. Ma l'ira di Dio è anche questo. Ci ritroveremo in cielo padre e scommetto che la musica sarà sempre la stessa. Tu a calpestare le mie idee,me stesso per accarrocciare il mio cuore come un pezzetto di carta.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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